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Documentalità - Maurizio Ferraris

Documentalità

Perché è necessario lasciar tracce

Maurizio Ferraris

Laterza

Roma-Bari 2009

9788842091066

Tutto è per sempre.
Oggi tutto è scritto, tutto si può ritrovare. 
L’esplosione della scrittura svela l’essenza del legame sociale, la documentalità.
Perché è necessario lasciar tracce: altrimenti non ci sarà niente nessuno in nessun luogo mai.

Questo libro parla di oggetti come i soldi e le opere d’arte, i matrimoni, i divorzi e gli affidi congiunti, gli anni di galera e i mutui, il costo del petrolio e i codici fiscali, il Tribunale di Norimberga e le crisi finanziarie. Sono gli oggetti sociali, cioè le iscrizioni che affollano il nostro mondo decidendo se saremo felici o infelici. Queste scartoffie le detestiamo eppure facciamo la fila per averle, e si accumulano nelle nostre tasche, nei portafogli, nei cassetti, nei telefonini, nei computer e negli archivi di ogni sorta che ci circondano, nel mondo reale e in quello virtuale.

Ecco il motivo per cui questa teoria del mondo sociale si intitola “Documentalità”: la società della comunicazione è in realtà una società della registrazione e della iscrizione. Lo è sempre stata, ma lo è a maggior ragione oggi, con l’esplosione della scrittura e degli strumenti di registrazione, che svela come meglio non si potrebbe l’essenza del mondo sociale. Un mondo in cui persino i media, quelli che dovrebbero darti la vita in diretta, sono i massimi produttori di spettralità. Un mondo in cui la profezia di Warhol secondo cui un giorno ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di notorietà significa anzitutto: ognuno di noi sarà uno spettro per almeno quindici minuti, su YouTube o da qualche altra parte.

Rassegna stampa

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Indice

Matrimoni e anni di galera, p. IX
Istruzioni per l’uso, p. XI

1. Catalogo del mondo
1.1. Esemplari, p. 5
1.1.0. Mundaneum e panopticon, p. 5 – 1.1.1. Classificare, non costruire, p. 8 – 1.1.2. Oggetti, non soggetti, p. 10 – 1.1.3. Esemplificare, non semplificare, p. 12 – 1.1.4. Descrivere, non prescrivere, p. 15 – 1.1.5. Esperienza, non scienza, p. 17
1.2. Soggetti, p. 20
1.2.1. Rappresentazioni, p. 20 – 1.2.2. Percezioni e appercezioni, p. 24 – 1.2.3. Fantasie, ricordi e pensieri, p. 25 – 1.2.4. Espressioni e iscrizioni, p. 28
1.3. Oggetti, p. 32
1.3.0. Tre regni, p. 32 – 1.3.1. Oggetti naturali, p. 34 – 1.3.1.1. Eide, unità morfiche, aggregati, p. 34 – 1.3.1.2. Oggetti fisici e oggetti naturali, p. 35 – 1.3.2. Oggetti ideali, p. 38 – 1.3.2.1. Semplici, composti, relazioni, p. 39 – 1.3.2.2. Platonismo e costruzionismo, p. 39 – 1.3.2.3. Idealizzazione, psicologizzazione, socializzazione, p. 41 – 1.3.3. Oggetti sociali, p. 43 – 1.3.3.1. Archetipi ed ectipi, p. 45 – 1.3.3.2. Esemplarità dell’esempio, p. 49 – 1.3.3.3. Artefatti iscritti, p. 50

2. Ontologia ed epistemologia
2.0. Dagli atomi alle multe, p. 59
2.1. Fallacia trascendentale, p. 62
2.1.0. Logocentrismo, p. 62 – 2.1.1. Trascendentalismo, p. 66 – 2.1.1.1. «Le intuizioni senza concetto sono cieche», p. 66 – 2.1.1.2. Tesi dei fenomeni, p. 68 – 2.1.1.3. Tesi degli schemi concettuali, p. 69 – 2.1.1.4. L’occhio ragiona a modo suo, p.71 – 2.1.2. Pragmatismo, p. 75 – 2.1.2.1. «Non ci sono fatti, solo interpretazioni», p. 75 – 2.1.2.2. L’infinito nell’esperienza, p. 76 – 2.1.2.3. Il primato del fraintendimento, p. 79 – 2.1.2.4. Gavagai, p. 80 – 2.1.3. Postmodernismo, p. 83 – 2.1.3.1. «Nulla esiste al di fuori del testo», p. 83 – 2.1.3.2. Teoria e pratica, p. 84 – 2.1.3.3. Dal relativismo al realismo, p. 85 – 2.1.4. Esperimento della ciabatta, p. 87
2.2. Differenze ontologiche, p. 90
2.2.0. Differenze essenziali, p. 90 – 2.2.1. Prima differenza. Verità ≠ Realtà, p. 92 – 2.2.1.1. Inemendabilità, p. 92 – 2.2.1.2. Fisica ingenua, p. 94 2.2.2. Seconda differenza. Mondo interno ≠ Mondo esterno, p. 96 – 2.2.2.1. Autonomia dell’estetica rispetto alla logica, p. 96 – 2.2.2.2. Antinomia dell’estetica rispetto alla logica, p. 98 – 2.2.2.3. Autonomia del mondo rispetto agli schemi concettuali e percettivi, p. 99 – 2.2.3. Terza differenza. Scienza ≠ Esperienza, p. 100 – 2.2.3.1. Scienza e documentalità, p. 100 – 2.2.3.2. Strumenti empirici, tecnici ed epistemici, p. 103 – 2.2.3.3. Oggetti ecologici e oggetti epistemici, p. 104 – 2.2.3.4. Esperienza, scienza, tecnica, p. 105 – 2.2.4. Anticipazioni dell’esperienza, p. 106 – 2.2.5. Un altro mondo?, p. 107
2.3. Teoria dell’esperienza, p. 110
2.3.0. Critica del contenuto puro?, p. 110 – 2.3.1. Gradi di conoscenza, p. 111 – 2.3.1.1. Senso comune e credenza, p. 112 – 2.3.1.2. Incontrare e vedere, p. 114 – 2.3.1.3. Pensare e vedere, p. 115 – 2.3.1.4. Sapere e avere scienza, p. 116 – 2.3.2. Tipi di esperienza, p. 118 – 2.3.2.1. Argomento delle facoltà, p. 119 – 2.3.2.2. Argomento del constare e performare, p. 123 – 2.3.2.3. Argomento del tempo e del luogo, p. 124 – 2.3.2.4. Dalla pluralità delle esperienze alla pluralità degli oggetti, p. 126 – 2.3.3. Classi di oggetti, p. 127

3. Oggetti sociali
3.0. Testualismo e oggetti sociali, p. 131
3.1. Epistemologia sociale, p. 133
3.1.0. Critica della ragione sociale, p. 133 – 3.1.1. Dallo spirito alla lettera, p. 135 – 3.1.1.1. Spirito e Oggetto, p. 135 – 3.1.1.2. Reificazione, p. 138 – 3.1.1.3. La scoperta degli oggetti sociali, p. 139 – 3.1.2. Sociale e testuale, p. 141 – 3.1.2.1. Trasformazione del trascendentale, p. 141 – 3.1.2.2. – Nulla «di sociale» esiste fuori del testo, p. 144 – 3.1.3. Una epistemologia sui generis, p. 145 – 3.1.3.1. Contro la legge di Hume, p. 147 – 3.1.3.2. Contro il rasoio di Occam, p. 148 – 3.1.3.3. Società e persone, p. 149 – 3.1.3.4. Possibilità ed entità negative, p. 150 – 3.1.3.5. Valori e valutazioni, p. 150
3.2. Realismo e testualismo, p. 153
3.2.0. Quattro posizioni, p. 153 – 3.2.1. Realismo forte, p. 154 – 3.2.1.1. Criptotipi, p. 154 – 3.2.1.2. Apriori materiale, p. 156 – 3.2.1.3. Platonismo sociale, p. 157 – 3.2.2. Testualismo forte, p. 158 – 3.2.3. Realismo debole, p. 161 – 3.2.3.1. X conta come Y in C, p. 161 – 3.2.3.2. Dagli atti linguistici agli oggetti sociali, p. 161 – 3.2.3.3. Problemi con l’atto, p. 163 – 3.2.3.4. Problemi con l’oggetto, p. 170 – 3.2.4. Testualismo debole, p. 176 – 3.2.4.1. Oggetto = Atto Iscritto, p. 176 – 3.2.4.2. La priorità dell’iscrizione, p. 177 – 3.2.4.3. L’esempio della moneta, p. 178
3.3. Oggetti, atti, iscrizioni, p. 182
3.3.1. Oggetti, p. 182 – 3.3.2. Atti, p. 184 – 3.3.2.1. Atti pratici e atti poietici, p. 184 – 3.3.2.2. Atti sociali e atti non sociali, p. 185 – 3.3.2.3. Atti sociali e atti istituzionali, p. 188 – 3.3.2.4. Atti linguistici e atti non linguistici, p. 189 – 3.3.2.5. Atti linguistici e atti iscritti, p. 190 – 3.3.3. Iscrizioni, p. 192

4. Icnologia
4.0. Sulle tracce dello spirito, p. 197
4.1. Registrazione e imitazione, p. 201 – 4.1.1. Scienze della registrazione, p. 201 – 4.1.1.1. Dalla comunicazione alla registrazione, p. 201 – 4.1.1.2. Il futuro non è più quello di una volta, p. 202 – 4.1.1.3. Comunicazione, p. 204 – 4.1.1.4. Rumore, p. 205 – 4.1.1.5. Registrazione, p. 206 – 4.1.1.6. Differenza, p. 208 – 4.1.1.7. Iscrizione, p. 209 – 4.1.2. Imitazione, p. 210 – 4.1.2.1. «Mimesis» e «mirroring», p. 212 – 4.1.2.2. Trasformazione, p. 214 – 4.1.2.3. Iscrizione e interpretazione, p. 216 – 4.1.2.4. Tradizione e cartolarizzazione, p. 217 – 4.1.2.5. Potere, p. 219
4.2. Scrittura, archiscrittura, pensiero, p. 221 – 4.2.1. Scrittura, p. 222 – 4.2.1.1. Leggere, p. 224 – 4.2.1.2. Tener traccia, p. 225 – 4.2.1.3. Contare, p. 227 – 4.2.1.4. Pagare, p. 227 – 4.2.2. Archiscrittura, p. 230 – 4.2.2.1. Tabula rasa, p. 232 – 4.2.2.2. Tecnica e significato, p. 234 – 4.2.3. Pensiero, p. 236 – 4.2.3.1. Gesticolare, p. 239 – 4.2.3.2. Scrivere, p. 242 – 4.2.3.3. Pensare, p. 243 – 4.2.4. Monismo, p. 249
4.3. Genesi e struttura delle iscrizioni, p. 250
4.3.1. Traccia, p. 250 – 4.3.1.1. Assiomi, p. 251 – 4.3.1.2. Ontologia, p. 252 – 4.3.1.3. Pragmatica, p. 256 – 4.3.2. Registrazione, p. 256 – 4.3.2.1. Assiomi, p. 257 – 4.3.2.2. Ontologia, p. 259 – 4.3.2.3. Pragmatica, p. 261 – 4.3.3. Iscrizione in senso tecnico, p. 261 – 4.3.3.1. Assiomi, p. 262 – 4.3.3.2. Ontologia, p. 263 – 4.3.3.3. Pragmatica, p. 269

5. Documentalità
5.0. Scienze della lettera, p. 277
5.1. Documenti, p. 280
5.1.1. Che cos’è un documento?, p. 280 – 5.1.1.1. Documenti in senso stretto, p. 282 – 5.1.1.2. Sintomatologia del documento, p. 283 – 5.1.2. UE e altre sigle, p. 285 – 5.1.2.1. Documentalità, o Europa, p. 286 – 5.1.2.2. Unificazione secondo lo spirito, p. 287 – 5.1.2.3. Unificazione secondo la lettera, p. 291 – 5.1.3. Documentalità e governamentalità, p. 293 – 5.1.3.1. Carte, p. 293 – 5.1.3.2. Atti documentali, p. 295 – 5.1.3.3. Oggetti istituzionali, p. 296 – 5.1.4. Teoria del documento, p. 298 – 5.1.4.1. Documento forte e documento debole, p. 299 – 5.1.4.2. Documenti e performativo, p. 300 – 5.1.4.3. Piramide documentale, p. 302 – 5.1.4.4. Nuda vita e governamentalità, p. 303
5.2. Opere, p. 305
5.2.0. «Negotium» e «otium», p. 305 – 5.2.1. Opera come cosa, p. 306 – 5.2.1.1. Come evitare la frustrazione nell’arte, p. 306 – 5.2.1.2. Ready made, p. 307 – 5.2.1.3. Taglie, p. 309 – 5.2.1.4. Cose che fingono di essere persone, p. 310 – 5.2.2. Opera come documento, p. 311 – 5.2.2.1. Opera = Atto Iscritto, p. 312 – 5.2.2.2. Storie e testi per niente, p. 313 – 5.2.2.3. Tagli, p. 314
5.3. Fenomenologia della lettera, p. 318
5.3.1. .doc: la rivelazione dell’Essenza, p. 318 – 5.3.1.1. Comunità documentali, p. 318 – 5.3.1.2. Modello Geist e modello .doc, p. 319 – 5.3.2. Spirito oggettivo, p. 322 – 5.3.2.1. Famiglia, p. 322 – 5.3.2.2. Società civile, p. 322 – 5.3.2.3. Stato, p. 323 – 5.3.2.4. Burocrazia informatica, p. 324 – 5.3.3. Spirito assoluto, p. 327 – 5.3.3.1. Arte, p. 328 – 5.3.3.2. Religione, p. 328 – 5.3.3.3. Filosofia, p. 329

6. Idiomi
6.0. Lasciar tracce, p. 335
6.1. Che cosa significa una firma?, p. 337 – 6.1.1. Identità, p. 338 – 6.1.2. Origine, p. 340 – 6.1.3. Unicità, p. 340 – 6.1.4. Presenza, p. 341 – 6.1.5. Codice, p. 342
6.2. Le style c’est l’homme, p. 345
6.2.1. Stilemi, p. 346 – 6.2.2. Individuazione, p. 348 – 6.2.3. Autorialità, p. 349 – 6.2.4. Validazione, p. 351 – 6.2.5. Nomi propri, p. 353 – 6.2.6. Individui, p. 356
6.3. Epilogo: undici tesi, p. 358
Note, p. 363
Nota al testo, p. 413
Indice dei nomi, p. 419

Impact

Documentalità has been translated into English (New York, Fordham University Press 2012, now at the second edition) and is currently being translated into German, French, Spanish and Serbian. Umberto Eco has written: “The most stimulating feature of the book is not so much that documents allow Ferraris to develop an ontology, but rather that his ontology allows him to understand and to help us to understand what documents are and what society is”.

A monographic issue of the “Monist” (edited by L. Caffo and M. Ferraris) was dedicated to Documentality. See