Maurizio Ferraris

Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce

Roma-Bari, Laterza, 2009, pp. XV-429; 2a edizione 2010

[ISBN: 9788842091066 ] - Buy now »

Tutto è per sempre.
Oggi tutto è scritto, tutto si può ritrovare.
L’esplosione della scrittura svela l’essenza del legame sociale, la documentalità.
Perché è necessario lasciar tracce: altrimenti non ci sarà niente nessuno in nessun luogo mai.

Questo libro parla di oggetti come i soldi e le opere d’arte, i matrimoni, i divorzi e gli affidi congiunti, gli anni di galera e i mutui, il costo del petrolio e i codici fiscali, il Tribunale di Norimberga e le crisi finanziarie. Sono gli oggetti sociali, cioè le iscrizioni che affollano il nostro mondo decidendo se saremo felici o infelici. Queste scartoffie le detestiamo eppure facciamo la fila per averle, e si accumulano nelle nostre tasche, nei portafogli, nei cassetti, nei telefonini, nei computer e negli archivi di ogni sorta che ci circondano, nel mondo reale e in quello virtuale.

Tullio Pericoli 2010
Ecco il motivo per cui questa teoria del mondo sociale si intitola “Documentalità”: la società della comunicazione è in realtà una società della registrazione e della iscrizione. Lo è sempre stata, ma lo è a maggior ragione oggi, con l’esplosione della scrittura e degli strumenti di registrazione, che svela come meglio non si potrebbe l’essenza del mondo sociale. Un mondo in cui persino i media, quelli che dovrebbero darti la vita in diretta, sono i massimi produttori di spettralità. Un mondo in cui la profezia di Warhol secondo cui un giorno ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di notorietà significa anzitutto: ognuno di noi sarà uno spettro per almeno quindici minuti, su YouTube o da qualche altra parte.

Rassegna stampa

1. 07/11/2009 Il Secolo XIX, “Il mondo è diventato virtuale? Macché, il vincitore è «.doc»“, Anticipazione.
2. 08/11/2009 Il Sole 24 Ore, “La società delle registrazioni“, Anticipazione.
3. 12/11/2009 Europa, “Parmenide ai tempi di Google“, di Giovanni Cocconi.
4. 14/11/2009 Il Mattino, “Mi registrano dunque sono“, di Corrado Ocone.
5. 14/11/2009 Il Tempo, “Da Facebook a Twitter vogliamo lasciare tracce“, di Rachele Zinzocchi.
6. 25/11/2009 L’Eco di Bergamo, “«I documenti? Ci aiutano a esistere»”, di Giulio Brotti.
7. 29/11/2009 La Stampa, “Quando non basta lasciar tracce“, di Gianni Vattimo.
8. 03/12/2009 Nuova Provincia (nuovaprovincia.blogspot.com), “Elisabetta Brizio, «Lasciar tracce. Nota minima ed extrametodica sull’ontologia sociale di Maurizio Ferraris»“, di Matteo Veronesi.
9. 06/12/2009 Il Sole 24 Ore, il libro dell’anno secondo Remo Bodei.
10. 12/12/2009 Avvenire, “Maurizio Ferraris, l’originale tentativo di classificare la realtà” di Francesco Tomatis.
11. 20/12/2009 Il Sole 24 Ore, “Il lettore consiglia.
12. 02/01/2010 La Repubblica, “Una scelta molto discutibile ma ormai siamo tutti controllati“, di Alessandra Retico.
13. 03/01/2010 Corriere della sera, “Ecco cos’è diventato il mondo d’oggi: una montagna di documenti“, di Carlo Formenti.
14. 03/01/2010 gothicNetwork.org (www.gothicnetwork.org), “La documentalità secondo Maurizio Ferraris. Oggetti sociali e tracce indelebili“, di Teo Orlando.
15. 04/01/2010 La Gazzetta del Mezzogiorno, “Chi non si firma è perduto per sempre“, intervista di Gino Dato.
16. 11/01/2010 Il Messaggero, “Ferraris, perché bisogna lasciare tracce“, di Andrea Velardi.
17. 23/01/2010 La Repubblica, “Il neologismo che fa ridere e pensare“, di Stefano Bartezzaghi.
18. 02/02/2010 L’Unità, “Mutui, denaro e scartoffie. Ecco l’origine dell’«attualit໓, di Franco Farinelli.
19. 09/02/2010 Newsletter del Consiglio Nazionale del Notariato, di Enrico Mozzati.
20. 13/02/2010 Indagine sulla natura degli oggetti sociali, di Francesco Berto.
21. 19/02/2010 Corriere del Mezzogiorno, di Giuseppe Cantillo.
22. 22/02/2010 Senza carta niente tracce di noi, di Maria Bettetini.
23 03/2010 L’Indice dei libri del mese, “Non c’è divorzio senza rancore“, di Alfredo Ferrarin.
24 03/2010 L’Indice dei libri del mese, “Non nello spirito ma nella parola“, di Andrea Sormano.
25. 09/03/2010 Eosarte (www.eosarte.eu), “Fano. Ferraris e la filosofia del Web, primo incontro di «Fan(N)o Pensare»“, di Elena Bellettini
26. 14/03/2010 L’Unione sarda, “Maurizio Ferraris, registro dunque sono“, di Carlo Argiolas.
27. 20/03/2010 Политика Online(www.politika.rs), Европу уједињује бирократија, а не дух“, di Ivo Kara-Pešić.
28. 01/04/2010 Vreme, “Čemu demokratija“, intervista di Ivo Kara-Pešić.
29. 15/04/2010 La Stampa, “Maurizio Ferraris, solo un ontologo ci potrà salvare“, di Maurizio Assalto.
30. 20/04/2010 La Repubblica, “Filosofia degli oggetti sociali. Benvenuti nel ‘Mondo.doc’“, di Alessandro Baricco.
30. 20/04/2010 Wired.it, “Dove archivio un ebook? In biblioteca“, di Fabio Deotto.
31. – / – / – Gian Paolo Terravecchia, “Verifiche“, n. 4, 2008 (ma 2010), pp. 447-451.
32. 28/10/2010, Tiscali.it, Interviste, Festival della Scienza di Genova, Maurizio Ferraris: “Siamo una società della registrazione, di presunti ricattatori e possibili ricattati“, di Claudia Mura.
33. 31/10/2010, Il secolo XIX, Il filosofo e Youtube “Registro e dunque sono”, di Giuliano Galletta.
34. 02/10/2010, Il Giornale di Brescia“L’iPad? Come una protesi esterna dell’anima”,di Gianluca Magro.
35. 02/10/2010, Liberation, Le désir réactionnaire, di Maurizio Ferraris.
36. 08/12/2010, La Repubblica, Il potere digitale, di Stefano Rodotà.
37. 14/12/2010, www.centroeinaudi.it, “Note in margine a «Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce» di Maurizio Ferraris“, di Casetta Elena.
38. Simposio dedicato a Documentalità in Etica e Politica/Ethics and Politics, vol. XII, n. 2, 2010.
39. Enthymema I 2010, Università di Milano, “Maurizio Ferraris, Documentare la documentalità prima del collasso ontologico“, di Guglielmo Feis.
40. Dicembre 2010, Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Anno CDVII – 2010, Classe di Scienze morali, Storiche e Filologiche, Memorie, Serie IX – Volume XXVI – Fascicolo 3, “Prospettive della scienza civilistica italiana all’inizio del nuovo secolo“, Rodolfo Sacco.
41. Nova.Il Sole24ore.com, 11/09/2011, “Memoria tecnologica, documento di realtà”, di Luca De Biase.
Video

1. Documentalità, Venice Session, 20 ottobre 2009
2. Festival scienza live, “La società della registrazione: I Pad, You Tube, We.doc?“, Lectio Magistralis di Maurizio Ferraris sul rapporto tra anima e memoria. Partendo dall’anima per arrivare all’ iPad. Genova 31/10/2010.
3. Social Media ItaliaIl futuro è nella scrittura. Maurizio Ferraris,Filosofia e Web,26/11/2010.
4. Booksweb.tv, Umberto Eco dialoga con Maurizio Ferraris e Patrizia Violi alla XXIIIesima edizione del Salone del Libro, , “L’avvenire della memoria“, Conferenza, sabato 15 maggio 2010.
5. Giovedì Scienza, “The soul and the I pad“, When technology manages to modify ethics and values, (English version simultaneous translation on You Tube),  Turin, 15/dic/2010.

Altri eventi
Fondazione SoutHeritage, “DOC. documentalità, testualizzazione e immaginazione teorica“, progetto espositivo curato da Angelo Bianco. Periodo 14 aprile > 4 giugno 2011.

Indice

Matrimoni e anni di galera, p. IX
Istruzioni per l’uso, p. XI

1. Catalogo del mondo
1.1. Esemplari, p. 5
1.1.0. Mundaneum e panopticon, p. 5 – 1.1.1. Classificare, non costruire, p. 8 – 1.1.2. Oggetti, non soggetti, p. 10 – 1.1.3. Esemplificare, non semplificare, p. 12 – 1.1.4. Descrivere, non prescrivere, p. 15 – 1.1.5. Esperienza, non scienza, p. 17
1.2. Soggetti, p. 20
1.2.1. Rappresentazioni, p. 20 – 1.2.2. Percezioni e appercezioni, p. 24 – 1.2.3. Fantasie, ricordi e pensieri, p. 25 – 1.2.4. Espressioni e iscrizioni, p. 28
1.3. Oggetti, p. 32
1.3.0. Tre regni, p. 32 – 1.3.1. Oggetti naturali, p. 34 – 1.3.1.1. Eide, unità morfiche, aggregati, p. 34 – 1.3.1.2. Oggetti fisici e oggetti naturali, p. 35 – 1.3.2. Oggetti ideali, p. 38 – 1.3.2.1. Semplici, composti, relazioni, p. 39 – 1.3.2.2. Platonismo e costruzionismo, p. 39 – 1.3.2.3. Idealizzazione, psicologizzazione, socializzazione, p. 41 – 1.3.3. Oggetti sociali, p. 43 – 1.3.3.1. Archetipi ed ectipi, p. 45 – 1.3.3.2. Esemplarità dell’esempio, p. 49 – 1.3.3.3. Artefatti iscritti, p. 50

2. Ontologia ed epistemologia
2.0. Dagli atomi alle multe, p. 59
2.1. Fallacia trascendentale, p. 62
2.1.0. Logocentrismo, p. 62 – 2.1.1. Trascendentalismo, p. 66 – 2.1.1.1. «Le intuizioni senza concetto sono cieche», p. 66 – 2.1.1.2. Tesi dei fenomeni, p. 68 – 2.1.1.3. Tesi degli schemi concettuali, p. 69 – 2.1.1.4. L’occhio ragiona a modo suo, p.71 – 2.1.2. Pragmatismo, p. 75 – 2.1.2.1. «Non ci sono fatti, solo interpretazioni», p. 75 – 2.1.2.2. L’infinito nell’esperienza, p. 76 – 2.1.2.3. Il primato del fraintendimento, p. 79 – 2.1.2.4. Gavagai, p. 80 – 2.1.3. Postmodernismo, p. 83 – 2.1.3.1. «Nulla esiste al di fuori del testo», p. 83 – 2.1.3.2. Teoria e pratica, p. 84 – 2.1.3.3. Dal relativismo al realismo, p. 85 – 2.1.4. Esperimento della ciabatta, p. 87
2.2. Differenze ontologiche, p. 90
2.2.0. Differenze essenziali, p. 90 – 2.2.1. Prima differenza. Verità ≠ Realtà, p. 92 – 2.2.1.1. Inemendabilità, p. 92 – 2.2.1.2. Fisica ingenua, p. 94 2.2.2. Seconda differenza. Mondo interno ≠ Mondo esterno, p. 96 – 2.2.2.1. Autonomia dell’estetica rispetto alla logica, p. 96 – 2.2.2.2. Antinomia dell’estetica rispetto alla logica, p. 98 – 2.2.2.3. Autonomia del mondo rispetto agli schemi concettuali e percettivi, p. 99 – 2.2.3. Terza differenza. Scienza ≠ Esperienza, p. 100 – 2.2.3.1. Scienza e documentalità, p. 100 – 2.2.3.2. Strumenti empirici, tecnici ed epistemici, p. 103 – 2.2.3.3. Oggetti ecologici e oggetti epistemici, p. 104 – 2.2.3.4. Esperienza, scienza, tecnica, p. 105 – 2.2.4. Anticipazioni dell’esperienza, p. 106 – 2.2.5. Un altro mondo?, p. 107
2.3. Teoria dell’esperienza, p. 110
2.3.0. Critica del contenuto puro?, p. 110 – 2.3.1. Gradi di conoscenza, p. 111 – 2.3.1.1. Senso comune e credenza, p. 112 – 2.3.1.2. Incontrare e vedere, p. 114 – 2.3.1.3. Pensare e vedere, p. 115 – 2.3.1.4. Sapere e avere scienza, p. 116 – 2.3.2. Tipi di esperienza, p. 118 – 2.3.2.1. Argomento delle facoltà, p. 119 – 2.3.2.2. Argomento del constare e performare, p. 123 – 2.3.2.3. Argomento del tempo e del luogo, p. 124 – 2.3.2.4. Dalla pluralità delle esperienze alla pluralità degli oggetti, p. 126 – 2.3.3. Classi di oggetti, p. 127

3. Oggetti sociali
3.0. Testualismo e oggetti sociali, p. 131
3.1. Epistemologia sociale, p. 133
3.1.0. Critica della ragione sociale, p. 133 – 3.1.1. Dallo spirito alla lettera, p. 135 – 3.1.1.1. Spirito e Oggetto, p. 135 – 3.1.1.2. Reificazione, p. 138 – 3.1.1.3. La scoperta degli oggetti sociali, p. 139 – 3.1.2. Sociale e testuale, p. 141 – 3.1.2.1. Trasformazione del trascendentale, p. 141 – 3.1.2.2. – Nulla «di sociale» esiste fuori del testo, p. 144 – 3.1.3. Una epistemologia sui generis, p. 145 – 3.1.3.1. Contro la legge di Hume, p. 147 – 3.1.3.2. Contro il rasoio di Occam, p. 148 – 3.1.3.3. Società e persone, p. 149 – 3.1.3.4. Possibilità ed entità negative, p. 150 – 3.1.3.5. Valori e valutazioni, p. 150
3.2. Realismo e testualismo, p. 153
3.2.0. Quattro posizioni, p. 153 – 3.2.1. Realismo forte, p. 154 – 3.2.1.1. Criptotipi, p. 154 – 3.2.1.2. Apriori materiale, p. 156 – 3.2.1.3. Platonismo sociale, p. 157 – 3.2.2. Testualismo forte, p. 158 – 3.2.3. Realismo debole, p. 161 – 3.2.3.1. X conta come Y in C, p. 161 – 3.2.3.2. Dagli atti linguistici agli oggetti sociali, p. 161 – 3.2.3.3. Problemi con l’atto, p. 163 – 3.2.3.4. Problemi con l’oggetto, p. 170 – 3.2.4. Testualismo debole, p. 176 – 3.2.4.1. Oggetto = Atto Iscritto, p. 176 – 3.2.4.2. La priorità dell’iscrizione, p. 177 – 3.2.4.3. L’esempio della moneta, p. 178
3.3. Oggetti, atti, iscrizioni, p. 182
3.3.1. Oggetti, p. 182 – 3.3.2. Atti, p. 184 – 3.3.2.1. Atti pratici e atti poietici, p. 184 – 3.3.2.2. Atti sociali e atti non sociali, p. 185 – 3.3.2.3. Atti sociali e atti istituzionali, p. 188 – 3.3.2.4. Atti linguistici e atti non linguistici, p. 189 – 3.3.2.5. Atti linguistici e atti iscritti, p. 190 – 3.3.3. Iscrizioni, p. 192

4. Icnologia
4.0. Sulle tracce dello spirito, p. 197
4.1. Registrazione e imitazione, p. 201 – 4.1.1. Scienze della registrazione, p. 201 – 4.1.1.1. Dalla comunicazione alla registrazione, p. 201 – 4.1.1.2. Il futuro non è più quello di una volta, p. 202 – 4.1.1.3. Comunicazione, p. 204 – 4.1.1.4. Rumore, p. 205 – 4.1.1.5. Registrazione, p. 206 – 4.1.1.6. Differenza, p. 208 – 4.1.1.7. Iscrizione, p. 209 – 4.1.2. Imitazione, p. 210 – 4.1.2.1. «Mimesis» e «mirroring», p. 212 – 4.1.2.2. Trasformazione, p. 214 – 4.1.2.3. Iscrizione e interpretazione, p. 216 – 4.1.2.4. Tradizione e cartolarizzazione, p. 217 – 4.1.2.5. Potere, p. 219
4.2. Scrittura, archiscrittura, pensiero, p. 221 – 4.2.1. Scrittura, p. 222 – 4.2.1.1. Leggere, p. 224 – 4.2.1.2. Tener traccia, p. 225 – 4.2.1.3. Contare, p. 227 – 4.2.1.4. Pagare, p. 227 – 4.2.2. Archiscrittura, p. 230 – 4.2.2.1. Tabula rasa, p. 232 – 4.2.2.2. Tecnica e significato, p. 234 – 4.2.3. Pensiero, p. 236 – 4.2.3.1. Gesticolare, p. 239 – 4.2.3.2. Scrivere, p. 242 – 4.2.3.3. Pensare, p. 243 – 4.2.4. Monismo, p. 249
4.3. Genesi e struttura delle iscrizioni, p. 250
4.3.1. Traccia, p. 250 – 4.3.1.1. Assiomi, p. 251 – 4.3.1.2. Ontologia, p. 252 – 4.3.1.3. Pragmatica, p. 256 – 4.3.2. Registrazione, p. 256 – 4.3.2.1. Assiomi, p. 257 – 4.3.2.2. Ontologia, p. 259 – 4.3.2.3. Pragmatica, p. 261 – 4.3.3. Iscrizione in senso tecnico, p. 261 – 4.3.3.1. Assiomi, p. 262 – 4.3.3.2. Ontologia, p. 263 – 4.3.3.3. Pragmatica, p. 269

5. Documentalità
5.0. Scienze della lettera, p. 277
5.1. Documenti, p. 280
5.1.1. Che cos’è un documento?, p. 280 – 5.1.1.1. Documenti in senso stretto, p. 282 – 5.1.1.2. Sintomatologia del documento, p. 283 – 5.1.2. UE e altre sigle, p. 285 – 5.1.2.1. Documentalità, o Europa, p. 286 – 5.1.2.2. Unificazione secondo lo spirito, p. 287 – 5.1.2.3. Unificazione secondo la lettera, p. 291 – 5.1.3. Documentalità e governamentalità, p. 293 – 5.1.3.1. Carte, p. 293 – 5.1.3.2. Atti documentali, p. 295 – 5.1.3.3. Oggetti istituzionali, p. 296 – 5.1.4. Teoria del documento, p. 298 – 5.1.4.1. Documento forte e documento debole, p. 299 – 5.1.4.2. Documenti e performativo, p. 300 – 5.1.4.3. Piramide documentale, p. 302 – 5.1.4.4. Nuda vita e governamentalità, p. 303
5.2. Opere, p. 305
5.2.0. «Negotium» e «otium», p. 305 – 5.2.1. Opera come cosa, p. 306 – 5.2.1.1. Come evitare la frustrazione nell’arte, p. 306 – 5.2.1.2. Ready made, p. 307 – 5.2.1.3. Taglie, p. 309 – 5.2.1.4. Cose che fingono di essere persone, p. 310 – 5.2.2. Opera come documento, p. 311 – 5.2.2.1. Opera = Atto Iscritto, p. 312 – 5.2.2.2. Storie e testi per niente, p. 313 – 5.2.2.3. Tagli, p. 314
5.3. Fenomenologia della lettera, p. 318
5.3.1. .doc: la rivelazione dell’Essenza, p. 318 – 5.3.1.1. Comunità documentali, p. 318 – 5.3.1.2. Modello Geist e modello .doc, p. 319 – 5.3.2. Spirito oggettivo, p. 322 – 5.3.2.1. Famiglia, p. 322 – 5.3.2.2. Società civile, p. 322 – 5.3.2.3. Stato, p. 323 – 5.3.2.4. Burocrazia informatica, p. 324 – 5.3.3. Spirito assoluto, p. 327 – 5.3.3.1. Arte, p. 328 – 5.3.3.2. Religione, p. 328 – 5.3.3.3. Filosofia, p. 329

6. Idiomi
6.0. Lasciar tracce, p. 335
6.1. Che cosa significa una firma?, p. 337 – 6.1.1. Identità, p. 338 – 6.1.2. Origine, p. 340 – 6.1.3. Unicità, p. 340 – 6.1.4. Presenza, p. 341 – 6.1.5. Codice, p. 342
6.2. Le style c’est l’homme, p. 345
6.2.1. Stilemi, p. 346 – 6.2.2. Individuazione, p. 348 – 6.2.3. Autorialità, p. 349 – 6.2.4. Validazione, p. 351 – 6.2.5. Nomi propri, p. 353 – 6.2.6. Individui, p. 356
6.3. Epilogo: undici tesi, p. 358
Note, p. 363
Nota al testo, p. 413
Indice dei nomi, p. 419