Incontri esperienziali

 

Il progetto prevede la realizzazione di incontri esperienziali studiati per contrastare i bias – pregiudizi e errori sistematici di ragionamento, generalmente inconsci – che ostacolano una corretta percezione dello stato della biodiversità e dei rischi della sua perdita e per elicitare meraviglia e responsabilità protettiva. Un’esperienza diretta, come il confronto tra un orto botanico e un ambiente degradato, può mitigare, per esempio, il bias della miopia cognitiva, che ci porta a focalizzarci su benefici immediati trascurando le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni.

Il duplice formato degli incontri – promuovere una conoscenza teorica e sperimentare una conoscenza esperienziale – intende elicitare quella che è stata chiamata “responsabilità protettiva”, ossia l’inclusione, da parte delle persone, della biodiversità all’interno della loro sfera di cura (si veda Janzen, Tropical Ecological and Biocultural Restoration, Science 239, 4837, 1988, pp. 243-244).

Il negazionismo della crisi della biodiversità e il bias della vaghezza esperienziale. I problemi ambientali, e così anche la perdita di biodiversità, si sviluppano lentamente e gradualmente. Di conseguenza, sono difficili, se non impossibili da percepire o sperimentare direttamente con il nostro corpo e i nostri sensi. La nostra conoscenza del problema si basa in gran parte su informazioni cognitive indirette e astratte (Si veda Korteling JE, Paradies GL and Sassen-van Meer JP (2023) Cognitive bias and how to improve sustainable decision making. Front. Psychol. 14:1129835. doi: 10.3389/fpsyg.2023.1129835). A questo tema, e per cercare di contrastare il bias della vaghezza esperienziale, è dedicato un incontro presso il Museo regionale di scienze naturali di Torino dove una trattazione teorica del tema dell’estinzione e, specificamente, dell’attuale crisi dell’estinzione, si accompagnerà ad una visita guidata volta a rendere la questione più concreta attraverso l’esperienza dei resti fossili.

La biodiversità agroalimentare e il bias della naturalezza. Il bias della naturalezza è la tendenza cognitiva delle persone a preferire ciò che è percepito come “naturale” rispetto a ciò che è considerato “artificiale” o modificato dall’essere umano. Questo bias influenza il modo in cui valutiamo cibi, medicine, tecnologie e persino interventi ambientali, attribuendo automaticamente maggiore valore, sicurezza o qualità a ciò che sembra più vicino alla natura. Questo bias può portare a escludere automaticamente dalla conservazione della biodiversità la biodiversità agroalimentare, ossia le varietà vegetali e animali in qualche modo modificate dall’essere umano, in particolare per scopi alimentari. Il tema della biodiversità agroalimentare è, tuttavia, estremamente complesso e la distinzione naturale/artificiale potrebbe non essere la migliore chiave concettuale per trattarlo (si veda, per esempio, Borghini, A. (2019). Ordinary Biodiversity. The Case of Food. In: Casetta, E., Marques da Silva, J., Vecchi, D. (eds) From Assessing to Conserving Biodiversity. History, Philosophy and Theory of the Life Sciences, vol 24. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-10991-2_20). Questo tema sarà oggetto di un incontro presso l’Accademia di agricoltura dove, a una parte teorica, si accompagnerà una visita guidata alle collezioni volta a illustrare la rilevanza della biodiversità agroalimentare e a mettere in luce come, anche in questo caso, sia in corso una perdita di biodiversità.

 

La biodiversità vegetale e il bias di Noé. Quando Dio ordina a Noè di portare nell’arca due esemplari di ogni specie per ripopolare la terra dopo il diluvio, le specie sono solo animali, e le piante vengono considerate solo come “cibo”. Questo riflette un pregiudizio, un bias, che tende a considerare solo gli animali come esseri viventi, trascurando il ruolo fondamentale delle piante nell’ecosistema. Se davvero si fosse voluta salvare la vita sulla Terra, Noè avrebbe dovuto portare sull’Arca semi e piante! (Si veda F. Hallé, Éloge de la plante, Parigi, Seuil, 1999). Questa mancanza di attenzione al mondo vegetale si riflette ancora oggi nel nostro approccio alla conservazione della biodiversità, spesso focalizzata sugli animali e meno sulle piante. A questo tema, e per contrastare questo bias, è dedicato un incontro presso l’Orto Botanico di Torino dove una trattazione teorica del tema appena descritto si accompagnerà ad una visita guidata all’Orto Botanico volta a mettere in luce l’importanza della biodiversità vegetale.