Pietro Kobau
Ontologie analitiche dell’arte
Edizioni AlboVersorio, 2005, pp. 121
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Gli studenti di un corso di estetica o gli uditori di una conferenza tenuta da un estetologo, qualunque ne siano gli argomenti dichiarati, si aspettano in fondo di sentire rispondere a un’unica domanda: “che cos’è l’arte?”. E con buone ragioni. Tuttavia, per rispondere a questo interrogativo, l’estetica ha bisogno dell’aiuto di un’altra disciplina: l’ontologia. “Che cos’è l’arte è una questione innanzitutto ontologica – e determinarlo non vale soltanto a soddisfare una mera curiosità speculativa. Sapere che cos’è esattamente l’arte (una volta ammesso che una simile cosa esista) potrebbe infatti servire a dirimere una miriade di questioni pratiche. E’ senz’altro vero, come afferma Kosuth, che “qualunque analfabeta cretino (ricco o meno) sa che i quadri sono arte, che sono un grosso investimento, che fanno scena sopra il divano”, però non sempre (anzi, quasi mai) le cose sono così semplici. Anche persone per nulla hanno difficoltà a capire che cosa ci sia da vedere in n museo che contenga ‘semplici’ quadri. Ancora, non è affatto banale decidere che cosa debba venire riconosciuto come l’oggetto di un contratto tra una società assicurativa e il possessore (poniamo) della porta di Ishtar o di My Bed di Tracey Emin.
Indice
INTRODUZIONE: LE QUESTIONI DELL’ARTE (QUANTE E QUALI?), p. 9
1. L’ARTE, UNA SPECIE DI COSA?, p. 17
1.1 Perché l’ontologia dell’arte, p. 18; 1.2 Questioni di etichetta, p. 20; 1.3 Specie di artefatti, p. 26
2. OGGETTO ARTISTICO GENERALE E INDIVIDUALE, p. 35
2.1 Kosuth: antiformalismo come stile e come sostanza, p. 35; 2.2 Dall’immagine all’oggetto al concetto – e ritorno, p. 42; 2.3 Che cosa c’è da vedere?, p. 50
3. RAPPRESENTAZIONI PITTORICHE, VERE E FALSE, p. 59
3.1 Oggetti veri, finti, ingannevoli, p. 60; 3.2 Che cosa può fare un’immagine?, p. 64; 3.3 Immagini che rassomigliano davvero, p. 67; 3.4 Vere immagini o semplici segnaposto, p. 71; 3.5 Questioni che rimangono, p. 76
4. CHE COSA CI FA (VERAMENTE) SOFFRIRE?, p. 83
4.1 L’educazione sentimentale di Drella, p. 84; 4.2 Soffrire, p. 85; 4.3 Lo stato d’animo come arto fantasma, p. 90; 4.4 Kant e il modello motivazionale, p. 93; 4.5 Il piacere non esiste?, p. 95
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI, p. 107